Insieme · tempo, mani e competenze
Dietro QuiServe non c'è una catena di agenzie. C'è Valentin Rindunica, a Padova, con il progetto NeoEvo. L'idea è semplice: una persona scrive un problema una volta; chi sa risolverlo lo vede nella zona e la chiama.
Questa pagina serve a dire anche il resto. Chi paga oggi i costi, che cosa non vendiamo e quali limiti ha la bacheca. La fiducia non nasce da una frase rassicurante. Nasce quando il funzionamento è leggibile.
Quando serve una mano, spesso il lavoro più faticoso viene prima del lavoro vero: cercare numeri, chiamare persone diverse, ripetere il problema e aspettare una risposta.
Dall'altra parte ci sono persone capaci che cercano lavoro nella propria zona. Il passaparola può non raggiungerle. QuiServe prova a far incontrare questi due bisogni con una bacheca di quartiere a Padova.

Il percorso è questo:
QuiServe non sceglie il tecnico al posto tuo, non incassa il pagamento del lavoro e non entra nel contratto tra le parti. Non garantisce il risultato e non sostituisce verifiche, qualifiche o regole applicabili.
Oggi il progetto è sostenuto dal suo autore, Valentin Rindunica. Non pubblichiamo cifre di bilancio e non inventiamo una grande struttura che non esiste.
Cerchiamo forme di sostegno trasparenti da parte di enti, associazioni, negozi e privati che credono nella rete locale. Un sostegno non compra un posto migliore nelle richieste, non compra contatti e non modifica chi vede un lavoro.
Sono escluse la pubblicità dentro l'ordine delle richieste e la vendita di visibilità che potrebbe confondere chi cerca aiuto. Se in futuro una forma di sostegno viene attivata, deve essere dichiarata in modo comprensibile.

QuiServe non trattiene una percentuale sul lavoro concordato tra cliente e persona che lo svolge. Il prezzo e le condizioni, quando l'attività è pagata, vengono chiariti direttamente tra loro.
«Senza commissioni» non significa che ogni lavoro sia gratuito. Significa che la bacheca non prende una parte dell'accordo. Una richiesta può riguardare un favore libero oppure un lavoro pagato, ma questa distinzione va scritta e concordata con chiarezza.
Non vendiamo il numero del cliente. Non promettiamo richieste certe ai professionisti. Non presentiamo ogni persona come verificata se non abbiamo svolto una verifica concreta. Non inventiamo lavori conclusi, recensioni o dimensioni della rete.
Non siamo un servizio di emergenza, un ente pubblico, un'agenzia per il lavoro o un'impresa che esegue gli interventi. Teniamo la bacheca accessibile, leggibile e ordinata. Le persone restano responsabili delle proprie scelte.
Un progetto locale cresce soltanto se può essere corretto. Per questo domande, errori e segnalazioni non sono un fastidio. Servono a capire dove una frase è ambigua, dove una regola manca e dove qualcuno potrebbe sentirsi escluso.
Per scrivere al progetto: info@quiserve.it.
No. Il pagamento, quando previsto, viene concordato direttamente tra le persone e QuiServe non trattiene una commissione.
No. Il numero non è un prodotto da vendere e non viene mostrato pubblicamente nella bacheca.
No. È l'autore del progetto. I lavori vengono valutati e svolti dalle persone che rispondono alle richieste.
Sì. Scrivi a info@quiserve.it descrivendo il punto preciso, senza inviare documenti personali non necessari.
La richiesta indica la zona. Chi opera nei quartieri o nei comuni vicini può valutare se raggiungerla.
Descrivi cosa vedi, la zona e quando. La richiesta la vedono le persone compatibili della tua zona: chi la prende ti chiama lui.
Ora la vedono i professionisti della tua zona. Chi la prende ti chiama al numero che hai lasciato.
QuiServe vuole diventare utile restando riconoscibile per ciò che è. Una bacheca locale, un contatto protetto, persone che parlano direttamente e regole che non cambiano in segreto. Presenta la candidatura.
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